venerdì 8 giugno 2012

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mercoledì 6 giugno 2012

Giallo sole



Confessate: le mettereste un paio di zeppe giallo sole, se fossero garantite eleganza nelle forme e aderenza ai dettami dell’estate che vuole scarpe allegre, luminose, solari? Aggettivo, va detto, che qui assume una sfumatura di senso davvero letterale. Sono le spuntate con zeppa di Jimmy Choo che le firma per la sua collezione primavera-estate 2012, piena di colore, preferibilmente glossy.
Sono lucide anche queste scarpe ironiche che scimmiottano la più classica peep toe ma sanno come farlo senza darsi troppe arie. Il modello infatti è lineare, sinuoso al punto giusto. Il tacco elevatissimo, di ben 11 centimetri e mezzo, ma unito al resto della calzatura da una zeppa che rimane sottile e discreta nonostante la tonalità squillante e sfacciata.

Superga Show


Nuova collaborazione estiva che vede coinvolti il marchio italiano di sneakers in tela che stanno vivendo un grande ritorno e il brand di moda House of Holland. Insieme alla presentazione ufficiale della linea estiva Superga si anticipa già la linea dell’autunno-inverno e scopriamo che ne fanno parte sia soluzioni a tinte pastello che scelte cromatiche e decorative più cupe, ma sempre con un irriducibile tratto pop.
La palette dell’estate è fatta di tonalità sorbetto e stampe a macro-pois che coinvolgono anche le suole, oppure righe multicolor e animalier, ma in toni soft. Qualche voltala celebre sneaker con la suola di gomma si solleva su un flatform più deciso, trasformandosi in creeper. Il piglio anni Novanta è visibile a distanza, ma le contaminazioni sono disparate, a partire dall’uso di pattern tipicamente Fifties e dalla presenza di un mood Eighties.



Bryan Atwood


Ecco la collezione di scarpe per la primavera-estate 2012 che Brian Atwood firma con il consueto piglio divertito e provocatorio. In gallery abbiamo riunito tutti i modelli della linea che fin qui non vi abbiamo già mostrato e che rivelano quanto varia e multiforme sia l’ispirazione che le dà vita e sostanza.
Dai tacchi alti ai platform esagerati passando per colori, stampe, borchie, intrecci, animalier in cavallino o pitone, si arriva a sandali flat con mille laccetti effetto schiava. Grandi assenti le ballerine, mentre sono presenti nonostante tutto anche gli ankle boot.
Ci colpiscono particolarmente le scarpe che si inerpicano su tacchi e plateau esagerati, spesso sottolineati dalla giustapposizione cromatica, anche se non sempre positivo è il nostro giudizio. Degne di nota anche le décolleté con zip. E voi quali preferite?









Scarpe, i guai del tacco alto ecco qual è la formula giusta


La scarpa ideale non esiste, meglio scalzi secondo pediatri e fisiologi. La scarpa è un compromesso tra l'esigenza di proteggere il piede e il desiderio di assecondare canoni estetici. Tuttavia se la scarpa ideale non esiste, si dovrebbe tentare almeno di evitare le calzature sbagliate e sostituirle non appena mostrano segni di usura eccessiva o scorretta.

Meglio acquistare le calzature nel pomeriggio quando il piede ha il giusto volume, la sera risultano infatti più gonfi ed al mattino troppo asciutti per la posizione orizzontale della notte appena trascorsa. Per verificare usura e difetti acquisiti con l'uso, la scarpa va osservata appoggiata su un piano rigido: la suola deve essere in contatto con il piano d'appoggio nella parte interna e esterna, non deve avere la punta curvata in alto e la suola non deve essere consumata oltre un terzo del suo spessore originario. Vista dall'alto la scarpa non si deve accomodare su un lato e non deve mostrare la piega trasversale troppo obliqua (segno di rigidità dell'alluce).

Di sicuro nella top ten delle calzature sbagliate ci sono quelle con il tacco alto. Un accessorio femminile che conferisce sensualità all'incedere, ma dannoso all'appoggio plantare, allo schema del passo ed alla postura. Tre centimetri di tacco bastano a trasferire il peso dal tallone all'avampiede. Sei centimetri incrementano il peso sui metatarsi del 57% e nove centimetri fanno scaricare il 76 % del peso corporeo sulla punta del piede, alleggerendo il tallone così sollevato da terra.

La metatarsalgia è il primo effetto scatenato dalle scarpe con tacco alto, specie se la punta della calzatura è stretta. Si tratta di una infiammazione e di sintomi dolorosi che colpiscono l'avampiede sotto l'attaccatura delle dita, più di frequente le tese dei metatarsi e la loro articolazione. Di qui il termine metatarsalgia che significa dolore ai metatarsi. Un'altra frequente e temibile infiammazione che colpisce l'avampiede spesso scatenata dall'uso prolungato di scarpe a tacco alto è il neuroma di Morton. Si tratta di un dolorosissimo nodulo che si sviluppa tra il terzo e quarto dito del piede sulla biforcazione di un piccolo nervo sensitivo.

I suoi sintomi sono tipici: dolore urgente e la sensazione di un sassolino o di un chiodo nella scarpa che insiste sotto il punto dolente, tanto che chi ne è colpito a volte per strada è costretto a fermarsi per togliere la calzatura e massaggiare il piede. Non solo: il peso che grava sulle dita accelera la predisposizione individuale a sviluppare l'alluce valgo e le dita deformate a martello. Metatarsalgie, neuroma di Morton e deformità delle dita come l'alluce valgo e dita a martello necessitano dell'intervento chirurgico: meglio limitare l'uso dei tacchi alti a poche e selezionate occasioni.

Se l'uso dei tacchi alti è quotidiano e per molte ore al giorno, nel tempo si produce un altro temibile effetto: il tendine di Achille e i muscoli del polpaccio si accorciano. Con il tallone sollevato il piede è bloccato in posizione di equinismo (come nella spasticità) e non ha la possibilità di articolare la caviglia alternando flessione ed estensione. Di qui la brevità permanente dei muscoli e dei tendini e la difficoltà nei casi più severi di indossare calzature con il tacco basso o senza tacco pena dolori e infiammazioni al tendine di Achille ed ai muscoli del polpaccio e una innaturale, ma ormai acquisita deambulazione con schema del passo invertito punta/tallone, anziché tallone/punta.

Ma i danni da tacchi alti possono prodursi anche in modo acuto: con una distorsione di caviglia. Più il tacco è alto e il tallone lontano da terra e l'appoggio ridotto (tacchi a spillo), più è alta l'incidenza di distorsioni della caviglia. Nei casi lievi si produce una lesione di primo grado di uno dei legamenti del piede, che richiede solo l'uso di una cavigliera elastica e riposo per circa 10-15 giorni e l'uso locale di ghiaccio e antinfiammatori. In casi più gravi serve il chirurgo.

Una curiosità: alcuni ricercatori inglesi (Paul Stevenson e collaboratori) hanno pubblicato i risultati della loro ricerca sul tacco ideale per ciascuna donna, espresso da una formula matematica. Altezza=Q [12+3s/8)] dove Q rappresenta il fattore sociologico, risultanza di molte variabili, tra cui il costo e l'età della scarpa, l'apprezzamento degli uomini alla vista della scarpa indossata e perfino quanti bicchieri di vino si prevede di bere la sera che si indosserà la scarpa (l'alcol incrementa la probabilità di cadere dai tacchi e di distorsione). In altre parole Q esprime quanto "conviene socialmente rischiare di portare i tacchi alti".